Il Tempio Crematorio si trova nel Cimitero Urbano di Asti di viale Don Bianco: è un luogo in cui si celebra un rito a fronte di un’opzione – quella della cremazione – che implica un forte coinvolgimento emotivo e culturale.

La struttura rientra nei servizi cimiteriali gestiti dall’Asp.
Il suo utilizzo, riducendo la costruzione di loculi, limiterà l’ampliamento del cimitero e il consumo di suolo.

Questo servizio, inoltre, può evitare ai familiari del defunto il disagio di trasferire la salma fuori provincia, costringendoli a un’ulteriore prova, in un momento già difficile come è il lutto per la scomparsa di una persona cara.

La cremazione è una scelta personale, si svolge nel rispetto delle volontà del defunto e delle normative.

La legge regionale dispone che “i Comuni devono dotarsi di un apposito registro in cui sono iscritti coloro che hanno espresso la propria volontà alla cremazione e all’affidamento o alla dispersione delle ceneri. In qualsiasi momento, il soggetto iscritto può chiedere la cancellazione dal registro per la cremazione”.

Ad Asti la dichiarazione di volontà può essere depositata all’Ufficio cimiteri delComune, in via Gerbi 22. Occorre sottoscrivere un modulo, accompagnato dalla fotocopia di un documento di identità, ed è possibile indicare la destinazione delle proprie ceneri.

La volontà testamentaria viene trascritta sul registro dell’Anagrafe (Stato Civile).

L’autorizzazione alla cremazione spetta all’ufficiale dello Stato Civile del Comune in cui avviene il decesso della persona ed è concessa nel rispetto della volontà espressa dal defunto secondo una delle seguenti modalità:

disposizione testamentaria
dichiarazione resa al Comune di residenza
iscrizione, certificata dal rappresentante legale, ad associazioni riconosciute che hanno tra i propri fini statutari quello della cremazione delle salme

In mancanza della disposizione testamentaria o di qualsiasi altra espressione di volontà da parte del defunto, vale la volontà del coniuge o, in difetto, del parente più prossimo.

Non si potrà invece procedere se i familiari dovessero presentare una dichiarazione autografa del defunto, contraria alla cremazione, scritta in data successiva alla disposizione testamentaria.

Il Tempio Crematorio è costituito da due spazi distinti: la sala del commiato e l’area riservata alla cremazione. Dopo il funerale e prima della cremazione, si può sostare per un ultimo saluto nella sala del commiato: per i familiari e amici che si accingono a lasciare il loro caro è uno dei momenti di maggiore struggimento, nella consapevolezza che ciò che accadrà nel tempo successivo avverrà nel rispetto delle sue volontà.

Spesso, in questo spazio di raccoglimento, si esaudiscono i desideri del defunto: ascoltare la musica più amata o leggere la poesia preferita. Il personale dell’Asp è attento che si compiano anche le scelte di familiari e amici: proiettare
fotografie della persona cara, ricordarla con brevi discorsi o farla rivivere in brevi filmati.

Il momento che precede il distacco definitivo può essere accompagnato da musiche che il Tempio mette a disposizione attraverso un’ampia scelta di brani: da quelli di Ludovico Einaudi al Requiem di Mozart, dall’Inverno delle Quattro stagioni di Vivaldi ai canti gregoriani.

Le ceneri sono contenute in un’urna chiusa, in materiale a norma di legge, sulla quale sono riportati nome, cognome, data di nascita e di morte del defunto.
L’urna può essere tumulata in una celletta del Cimitero Urbano o di quelli frazionali, ricongiunta ad altro defunto ospitato in un loculo all’interno del camposanto oppure affidata ai familiari per la custodia in abitazione.

Le ceneri possono anche essere disperse:

nel roseto situato a poca distanza dal Tempio Crematorio
“in natura”, cioè al di fuori degli spazi cimiteriali: in montagna o in altre aree naturali, ma a distanza di almeno duecento metri da centri ed insediamenti
abitativi; nei laghi a oltre cento metri dalla riva; nei fiumi, in mare e altri corsi d’acqua nei soli tratti liberi da manufatti e da natanti; in aree private previo consenso del proprietario, al quale la legge vieta di percepire alcun compenso per aver concesso il proprio assenso.

E’ vietata la dispersione nei centri abitati.

Ad Asti, dopo lo spargimento delle ceneri nel roseto (atto che, su richiesta, potrà essere svolto dai familiari del defunto), chi lo desidera potrà ricordare il proprio caro apponendo il suo nome su un’apposita lapide.