Campo del Palio è una delle più grandi piazze d’Italia.
Si chiama così da una cinquantina di anni, per onorare la rinascita del Palio, che tornò a corrersi in questo luogo il 24 settembre 1967 per poi insediarsi, nel 1988, nel salotto cittadino di piazza Alfieri.
La sua configurazione attuale risale alle fine dell’Ottocento, come risulta dalle mappature storiche, mentre è datata 1865 la sua inaugurazione ufficiale, avvenuta in occasione della Fiera autunnale.
Per la sua particolare posizione, Campo del Palio funge da collegamento tra la periferia, per chi proviene dal Sud Astigiano e Basso Piemonte, e il centro cittadino, con le piazze Alfieri, Libertà, San Secondo, Statuto, Astesano, Medici accessibili in pochi minuti a piedi, facilmente raggiungibili come i preziosi edifici che raccontano la storia della città: Collegiata di San Secondo, Municipio, Torre Troyana, Teatro Alfieri e tanti altri.
Seppure molto vicina al centro, Campo del Palio ha sempre vissuto una storia a sé, nella vita quotidiana più luogo di passaggio e frequentazioni rapide che punto di aggregazione per i cittadini. Sotto i viali alberati di contorno si passeggia per andare altrove piuttosto che fermarsi in compagnia. Sarebbe bello, in futuro, rendere la piazza parte integrante del tessuto cittadino, attribuendole a pieno titolo l’immagine di un posto pienamente vissuto, percepito come luogo gradevole e sicuro in cui stare.
Oggi quasi sempre chi la percorre va veloce perché in procinto di raggiungere la vicina stazione ferroviaria, il movicentro (polo di interscambio tra il trasporto su ferro e gomma), le fermate delle linee urbane dei bus.
Gran parte della sua superficie, complessivamente di 56 mila metri quadri, è occupata ogni giorno dal parcheggio gratuito di cui si servono pendolari, utenti dei servizi e turisti. Gli stalli sono 1500, di cui 26 a pagamento. La piazza ha tre accessi, che si affacciano sull’anello viabile esterno di corso Einaudi, la grande scalinata e i passaggi pedonali con cui si raggiunge il centro storico, tra i più belli del Piemonte.
La sezione Nord – la più vicina a Piazza Alfieri e al Parco della Resistenza, il polmone verde storico della città, nato nel 1875 e che conserva tuttora i due ultrasecolari Ginkgo biloba e la Paulownia piantati in occasione dell’apertura del giardino – è quella maggiormente animata il mercoledì e sabato, giorni di mercato. Campo del Palio è infatti una delle tre piazze cittadine che per due volte alla settimana, con orario lungo dall’alba al tramonto – e questa è una specificità di Asti -, ospitano i banchi dei venditori ambulanti con una vasta gamma merceologica. Giornalmente funzionano alcune bancarelle dell’ortofrutta.
In determinati periodi dell’anno la piazza ospita manifestazioni di richiamo nazionale o regionale rientranti a pieno titolo nel programma di eventi propri della città: il Festival delle Sagre (Settembre Astigiano, che include anche il Palio) e la Fiera Carolingia (festeggiamenti patronali di San Secondo).
Ecco allora che, con le Sagre (seconda domenica di settembre, con prologo il sabato sera), la piazza si trasforma in un immenso ristorante a cielo aperto, frequentato da centinaia di migliaia di persone, in cui scoprire le tipicità enogastronomiche della terra astigiana servite da oltre quaranta Pro Loco. Un vero e proprio villaggio contadino in cui stare insieme con allegria per accarezzare le radici del proprio passato e accogliere con generosità i forestieri.
Oppure (primo mercoledì di maggio) con la storica Fiera Carolingia, che la tradizione fa risalire alla concessione di Carlo Magno, Piazza Campo del Palio si riempie di bancarelle in cui è divertente contrattare e fare l’affare della giornata, mai dimenticando l’importante ruolo di mercanti che gli astigiani svolsero con capacità e successo in epoca medioevale.
Durante l’anno il grande parcheggio di Campo del Palio condivide lo spazio con altre manifestazioni, come la Festa d’Europa, con bancarelle enogastronomiche e non provenienti da molti Paesi, e l’animato Luna Park.
Per il dislivello che ha rispetto al piano stradale di corso Einaudi, la piazza è chiamata dagli astigiani anche “il catino”: una definizione che acquista un significato particolare e toccante se ricondotto all’alluvione del Borbore del 1948, quando la furia del torrente si spinse fin dentro alla piazza, ingrossandola di acque limacciose. In quelle ore drammatiche a chi osò andare a guardare dalla scalinata della Torre Littoria sembrò di vedere qualcosa di unico e di mai visto: il mare.

Oggi gli astigiani di Paolo Conte (Ma quella faccia un po’ così/quell’espressione un po’ così/che abbiamo noi/ mentre guardiamo Genova…) del mare sanno tutto, e tutti prima o poi lo hanno incontrato; oggi, appunto, in Piazza Campo del Palio gli astigiani guardano e immaginano altro, in attesa che qualcuno ridisegni uno spazio ancora un po’ troppo anonimo e lo restituisca, palpitante nella sua vitalità, alla vita cittadina: ed è questo il compito dei progettisti a cui si rivolge il concorso di idee promosso da ASP.